Capitale della Namibia, città viva e vibrante. Ricorda sempre che il paese era una volta colonia tedesca quindi la primissima chiesa costruita nel 1901, è stata costruita dai tedeschi.
Non abbiamo molto tempo per visitarla ed è un vero peccato. Ci fermiamo solo una notte in un hotel. La cena è in una brewery dal tocco tedesco, Joe’s brewery, con bottiglie vuote di Jegermaester messe in fila una accanto all’altra e cianfrusaglie varie appese sul soffitto, uno di quei posti senza un proprio stile preciso. Il menu offre carne mista tra cui 6 o 7 pezzi che includono zebra, giraffa, kudu, orice e Springbok. Non essendo una grande mangiatrice di carne, non sono molto curiosa ma qualcuno del gruppo è più che curioso e quindi quattro, cinque persone del gruppo ordinano carni miste e un filet di springbok. Il piatto di carne mista è cucinata sullo spiedo quindi probabilmente rotolata in continuazione sul fuoco, il filet invece come da norma in padella.
Risultato: carni per la maggior parte dure nella masticazione, dipende forse anche dalla cottura. C’è chi ordinato solo il Springbok a cottura media ed è soddisfatto della carne tenera mentre chi ha masticato la Zebra e si è domandato come faccia il povero leone a non avere il mal di mascella e completare il processo.
Prossima tappa: deserto del Kalahari quindi passaporti alla mano e attraversiamo il confine con Botswana, ex colonia inglese, che ha ottenuto l’indipendenza nel 1966 senza atti di guerra. Il terzo paese della mia tappa africana e ancora una settimana intensa di viaggio. Il viaggio più bello che abbia mai fatto finora!

