NON CHIAMATEMI RAZZISTA

1) Avevo nove anni e mi chiamavano marocchina. Non sapevo dove fosse il Marocco ma penso nemmeno loro lo sapessero. Un bambino grassottello dalle guance sempre rosa inventava le canzoni sul Marocco al momento e me le cantava a 2 cm dalla faccia. Spero l’abbia capito anche lui che il Marocco si trova nell’africa settentrionale e che non ha niente a che fare con l’asia meridionale. #Geogracist (1999)

2) Io e mio padre, entriamo nella sala d’aspetto del nostro dottore. Mio padre si siede di fianco a una signora italiana, la quale dopo un minuto cambia postazione scalando di due sedie più in là per nessuna ragione. Io e mio padre eravamo lì per la mia tosse mentre la signora era molto più grave, penso fosse malata di razzismo e si trovasse lì per la cura. #Diseased (2003)

3) “Agenzia di lavoro in Padania” 

Non ti serve a nulla parlare cinque lingue, avere molta esperienza lavorativa, avere un aspetto curato, essere puntuale, diplomatica, avere la patente ecc se sei straniera perché stanne certa che la precedenza la verrà data alla tua amica italiana che si presenterà alla stessa agenzia due giorni dopo di te per lo stesso lavoro per il quale ti eri proposta tu. #TrueStory (2010)

4) Ho una vicina di casa che non ama né gli animali né gli stranieri. Nutre un profondo odio per il mio cane Pimpy, del quale ha rovinato la casetta a furia di tirare sassate (quella maledetta!). Un giorno molto in vena di conversazione dice a mia madre “Signora perché non te ne torni al tuo paese e ti porti via il tuo cane?”

Mia madre senza alcuna preoccupazione per l’ignoranza della vicina le ha risposto in maniera molto pacata “Guardi, Io posso anche tornare tranquillamente in India ma il mio cane ha la cittadinanza italiana…con che coraggio pensa che lo possa abbandonare così?”

Immaginatevi la faccia della vicina. #ItalianDog #ItalianNeighbour (2015)

5) In treno, un ragazzo italiano sui vent’anni indicando una ragazza di colore con l’iPhone in mano mi disse “Chissà come fanno loro a permettersi i cellulari all’ultimo grido..” #ComeTiPermettiDiEssereUnGradinoPiuAltoDiMe? (2015)

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