Etosha National Park

Da Nkwazi lodge a Rundu abbiamo percorso altri km per arrivare a Outjo, dove ho avvistato per la prima volta un ospedale. Abbiamo fatto altra spesa e siamo partiti per arrivare a un altro Lodge da sogno: il Tareental, una specie di villa privata per gruppi o famiglia numerose incluso di piscina, cucina, un luogo dove creare falò per godere delle serate invernali fredde, alzare la testa e vedere un cielo stellato che mostra chiara la via lattea.

La mia stanza è principesca e floreale con colori chiari e un phon a disposizione. L’unica pecca è il wifi, funzionante solo in area bar/piscina.

Sifiso spiega che la cena del weekend in Sudafrica è abbastanza abbondante quindi ci preparano della carne, il pap (una specie di polenta), il gravy, delle patate e il Mais bollito oltre a un antipasto: una zucca di dimensioni piccole tagliata a metà farcita di Mais è formaggio cheddar.

L’indomani sveglia alle 5 per dirigerci all’etosha national park, un luogo, una savana. Dobbiamo fare la fila per chiedere permessi e pagare per l’entrata. Siamo il numero sei quindi nulla di terribile. Il primo animale che avvistiamo è un giovane leone, con la criniera piccola che riposa sotto un albero. Abbiamo la possibilità di scattare foto prima che si alzi e se ne vada. C’è un frastuono generale di macchine che si muovono e persone che si emozionano all’avvistamento.

Dopo di lui, è il turno di una leonessa, abbastanza vecchia perché si muove lenta ed è sola. Quando sono in tarda età si allontanano per andare a morire da soli. Qualche scatto e via cominciamo a guidare verso altri avvistamenti: giraffe in lontananza, villaggio di elefanti vecchi, giovani, giovanissimi che ci attraversano la strada. È uno spettacolo meraviglioso, senza eguali. C’è una calma in quel passo pesante e una cura incredibile per i piccoli. Il gruppo è guidato dall’elefantessa più anziana, la matriarca. Gli elefanti maschi e femmine vivono separati. Le elefantesse si prendono cura dei piccoli e degli elefanti giovani. Per strada abbiamo notato delle feci e Fundi ci domanda se siano dell’elefante maschio o femmina e ci spiega che l’elefantessa ha le feci umide perché defeca e minziona insieme mentre il maschio ha la pipì a distanza rispetto alle feci.

Proseguiamo per vedere delle giraffe che si nutrono di fogliame. Fundi ci spiega che le piante quando cominciano a sentire di essere mangiate, rilasciano una sostanza che le rende amare quindi non più commestibili per le giraffe, queste ultime si muovono nella direzione del vento, andando alla ricerca del fogliame fresco e buono affinché le piante nuove rilascino il più tardi possibile la sostanza amara. La comunicazione tra le piante avviene grazie al vento. La natura è veramente una cosa incredible. L’essere umano non ha idea di come la natura abbia anche modo di proteggersi e svilupparsi.

Lungo la strada, vediamo migliaia di Springbok, animali simili ai cerbiatti, delle iene, dei sciacalli, un rinoceronte in lontanaza intento a divorare piante, tantissime Zebre.

Voi sapete dirmi se la Zebra è bianca con le striscie nere o nera con le striscie bianche?

Aspetto risposta e ve la svelo nel prossimo post!