Caprivi strip è una striscia della Namibia che abbiamo attraversato per circa 9 ore. Lungo la striscia ci siamo fermati in un capanna tipica di un villaggio con dentro una famiglia che ci ha mostrato riti e tradizioni della propria cultura. Una versione teatrale di canti e balli locali mista a come creare un coltello ricavato dal ferro ricevuto da gente cittadina in cambio di polli, come conservare il cibo da topi, come salvare i polli dagli animali selvaggi e come cacciare gli ippopotami.
Gli ippopotami sono creature curiose, vivono sia nell’acqua che sulla terra. Non sanno nuotare e sono molto veloci sia nell’acqua (35 km/h) che sul terreno (45 km/h). Nell’acqua rimangono sulle superfici non molto profonde e il loro suono pare siano risate delle storie che si raccontano sott’acqua. Emettono spruzzi d’acqua di tanto in tanto per poter prendere ossigeno (sott’acqua trattengono l’aria) e dormono nell’acqua con ile narici in fuori. La tribù ci ha mostrato uno strumento creato con bambù ricoperto dalla pelle di capra che se bagnato con acqua e strisciato con le mani ricrea esattamente il suono che emette un ippopotamo. Lo strumento aiuta ad avvicinare un ippopotamo e dargli il colpo di grazia con la freccia.
Il nostro viaggio prosegue lungo caprivi, man mano che proseguiamo vediamo lungo la strada zebre, elefanti, cerbiatti, aquile ma non possiamo fermarci perché siamo diretti a Mahanago, al bwabwata national park dove faremo il nostro primo safari o game drive come lo chiamano in inglese. Game drive perché è un gioco individuare gli animali, c’è la possibilità di vederli oppure non vederli. Fortuna vuole che arrivati al park vediamo kudu femmine, maschi, una giraffa, tanti pumba, e qualche uccellino esotico.
Abbiamo visto kudu maschi adulti e giovani, solo uno di loro durante la stagione dell’accoppiamento arriverà a mettere incinta 30/40 femmine. I kudu giovani sfidano il kudu vecchio e se non ne è in grado andrà a rifugiarsi con il gruppo di kudu scapoli aspettando di diventare forte abbastanza da sfidare il maschio dominante.
Il game drive dura 2 ore dopodiché arriviamo al nuovo lodge, ngepi camp, un luogo immerso nella natura con le logge come tree house. La mia loggia è di fronte al fiume kavango con una vista meravigliosa e il suono degli animali ben udibile.
Dormo con i tappi nelle orecchie per non avere la curiosità di andare a vedere o salutare gli ippopotami. Il giorno seguente sveglia all’alba, una bella passeggiata lungo il fiume kavango dove vediamo ippopotami dormire nell’acqua dopo una lunga notte di gironzolamenti a marcare territori con le proprie feci, degli scoiattoli e uccellini vari. Oltre ai big five: leone, elefante, leopardo, bufalo e rinoceronte abbiamo anche i small five e ne abbiamo visto uno: lion ant, formica leone, carnivora e dalle dimensioni abbastanza notevoli per essere una formica, ha delle chele e costruisce buchi nella sabbia per attirare le formiche piccole attirandole nella trappola e assicurandosi il pranzo.
Finita la passeggiata, ci avviamo per Rundu. Altre 5/6 ore di viaggio. L’Africa non ha autogrill dove fermarsi per un caffè e fare pipì. Purtroppo bisogna fermarsi dietro le siepi e questa operazione l’abbiamo nominata bushy bushy. Sperando in un veloce arrivo, ci vediamo alla prossima lettura!

