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Un Nuovo Governo e la Vecchia Polemica: Consultori Pro Vita Nei Nostri Ospedali

È sempre interessante osservare come alcuni governi tentino di fare passi avanti, ma finiscano per inciampare nelle vecchie polemiche. L’ultimo tentativo del nostro governo di inserire consultori pro vita negli ospedali sembra essere una mossa da un’era passata, considerando il trend globale verso la liberalizzazione delle leggi sull’aborto.

Negli ultimi trent’anni, più di 60 paesi e territori hanno liberalizzato le loro leggi sull’aborto. Dall’Irlanda al Nepal, i diritti all’aborto stanno diventando riconosciuti come diritti umani fondamentali per milioni di persone in tutto il mondo. E in America Latina, l’Onda Verde sta aprendo una nuova era di liberalizzazione in Colombia, Messico, Argentina e nei paesi vicini.

Mentre il resto del mondo si muove verso una maggiore liberalizzazione, solo 21 paesi al mondo hanno ridotto la legalità dell’aborto come l’Egitto, Honduras, Repubblica Dominicana, Madagascar, Haiti, Jamaica, Iraq, Filippine, Nicaragua, El salvador, Suriname, Sierra Leone, Congo, Senegal, Mauritania, Laos ecc.

Il triste passo indietro nei diritti sull’aborto negli Stati Uniti rende il paese un evidente eccezione al trend globale verso la liberalizzazione, dove varia di stato in stato esattamente come in Messico.

Questo tentativo di inserire consultori pro life negli ospedali sembra ignorare completamente questa tendenza. Con il 60% delle donne in tutto il mondo che vivono in paesi dove l’aborto è ampiamente legale, è difficile capire perché il nostro governo stia cercando di portare avanti politiche che vanno contro questa marea ma soprattutto perché vogliano fare giochi politici sul corpo delle donne, padrone del proprio corpo e delle proprie scelte esistenziali.

Le organizzazioni per i diritti umani hanno costantemente condannato le leggi restrittive sull’aborto e hanno chiesto agli Stati di decriminalizzare l’aborto e garantire l’accesso a servizi di aborto sicuri.

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